i Giorni della merla

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Messaggio Da Luca Avanzini il Sab 28 Gen 2012 - 19:41

Vi allego di seguito il post su FB del mio amico MAurizio REggiani
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Il 29 - 30 - 31 gennaio sono detti i giorni della "Merla" e sono ritenuti i più freddi dell'anno.
Ma chi è la "Merla"?
Ci sono varie versioni della leggenda.
La prima più nota narra che tanto tempo fa, quando i merli erano bianchi, una famigliola viveva su una quercia soffrendo per il gran freddo, nonostante mamma merla supplicasse messer Gennaio di essere più mite. Ma egli non voleva sentir ragione ripetendo che faceva solo il suo mestiere.
Un anno la merla cambiò tattica: se ne stette nascosta con tutta la famiglia in modo che Gennaio, non vedendola si dimenticasse di infierire col suo gelo. Alla fine del mese, che era il più corto, composto di soli ventotto giorni, la merla uscì fuori e non riuscì a trattenere la soddisfazione di aver gabbato messer Gennaio deridendolo. Questi, irato, chiese tre giorni a Febbraio e li trasformò in una ghiacciaia con una temperatura di diversi gradi sotto zero.
L'unico modo per resistere per i poveri merli fu quello di trovare riparo dentro un camino, ma quando finalmente poterono uscire si ritrovarono con le penne nere come la pece e quel periodo fu ribattezzato "i giorni della merla".
"Merla" era anche il nome di una vecchia che si ghiacciò per tre giorni e tre notti su un tetto e che vi morì forse bruciata nel tentativo di scaldarsi, pur di trovare un marito giovane. Da qui discenderebbe anche la tradizione di bruciare la "vecchia".
Ricordiamo anche i due sposi (Merlo e Merla) sprofondati con la loro slitta nelle acque gelide del Po e il grande cannone francese, chiamato "la Mèrle" che traghettato sul Po gelato, assicurò a Napoleone una grande vittoria durante la Prima Campagna d'Italia.
In questi giorni si tengono le tradizionali esibizioni dei cantori, tra cui molto suggestive quelle che si svolgono lungo le rive dell'Adda, in vari paesi della provincia, dove si intonano canti propiziatori per ottenere un' abbondante raccolta di bachi da seta, si brucia la vecchia e si beve vin brulè per scaldarsi.

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